venerdì 29 luglio 2011

GIORNO 13

Stasera tocca ai 3 Tutor l'onore (o onere?) di scrivere il blog.
Ultimo giorno tutti insieme. Giorno di saluti formali, amichevoli e foto ricordo.
Puntuali e elegantissimi alla cerimonia di chiusura con consegna dei certificati. Discorsi e foto istituzionali. Ottimo buffet in giardino, prova evidente che si puo’ mangiare bene anche allo XIME.
E poi.... finalmente liberi!
Di corsa in centro, sparpagliati tra centri massaggi piu’ o meno ayurvedici ma comunque rilassanti, tra le botteghe di Commercial Street in preda a una sindrome compulsiva da shopping selvaggio. Ci sentiamo un po’ colpevoli per questo rigurgito consumista, fintanto che non apriamo i portafogli e ci rendiamo conto di aver speso poche decine di euro. Ma in fondo, cosa abbiamo fatto di male? Come da noto spot televisivo, abbiamo contribuito a far girare l’economia, quella indiana!
Alle ore 20.00, ritrovo al ristorante 20 ft High come dodici giorni fa (sembra ieri).
I boccali di birra si sprecano al grido “I have a drink”, sulla scia del piu’ famoso “I have a dream”, sotto lo sguardo perplesso dei camerieri. Cori da stadio, brindisi alla salute di Vincenzo  (offre lui per i soliti motivi a lui noti!) e finalmente si mangia.
Solo per qualche secondo regna il silenzio, mentre spariscono velocemente le bistecche, in barba alle migliori tradizioni induiste. Pensate che c’e’ chi, dopo aver fatto il bis, ne ha chiesta un’altra! (e per la privacy NON facciamo nomi, ma solo sigle: N,M,V,R)
Li guardiamo: belli questi ragazzi, cosi’ allegri, cosi’ complici, cosi’ affiatati e cosi’ entusiasti.
Alle ore 22.00 il gruppo si arricchisce di due studenti francesi di Montpellier, allo XIME per un programma di studio di 15 mesi. Conoscendo la proverbiale simpatia di Nicola, hanno attraversato la citta’ per unirsi ai festeggiamenti.
Sulla musica delle piu’ famose canzoni di Madonna, il ristorante si trasforma in discoteca: si canta e si balla sotto gli sguardi divertiti degli altri clienti. Dopo lo slogan: “Ganesh” Cuccu e mangiato, si  sente un “Bevi con noi!”  e la incredibile risposta: “E’ come invitare una gazzella a correre!”
Ma quando poi intoniamo tutti insieme “Azzurro”  (ormai il nostro cavallo – zoppo -  di battaglia) significa che l’entusiasmo e’ alle stelle.  
Dopo un’ovazione per  chi parte tra poche ore (Marco e Manuela sono i primi due a lasciarci), chiudiamo in bellezza (???) cantando a squarciagola la Marsigliese in onore degli amici francesi e l’Inno di Mameli giusto per non passare inosservati. Complici il buon cibo e la birra (annacquata), non abbiamo mai cantato cosi’ bene. Forse e’ ora di rientrare allo XIME: meno male che non dobbiamo guidare!
Fuori dal locale ci aspetta l’impagabile Jose, che ha gia’ procurato il taxi che portera’  Marco e Manuela in aeroporto. 
Siamo gia’ tutti un po’ commossi  e pronti ad abbracciare i partenti, quando Jose esclama: “You can cry there”, indicando poco lontano il taxi che aspetta.  Momento di ilarita’ collettiva, ma le lacrime sono dietro l’angolo.  Lunghi baci e abbracci (22 x 2 significa 44 abbracci!!!) e il taxi inghiotte Manuela e un Marco con meno aplomb del solito.
Solito viaggio in rickshaw ed ecco la sagoma ormai familiare dello XIME. In punta di piedi entriamo tutti e 22 – ne sono partiti due ma si sono aggiunti i Francesi – nel dormitorio.
La serata prosegue dopo la mezzanotte, ma questa  e’ un’altra storia e – forse- ve la racconteremo domani!
Buonanotte dai vostri
FotoTutor, GiocaTutor, BallaTutor  (a voi indovinare di chi sono i soprannomi).

giovedì 28 luglio 2011

GIORNO 12




Anche oggi la sveglia è suonata senza pietà !!
Ci siamo svegliati con la consapevolezza che la Summer School é ormai agli sgoccioli, ma eravamo ancora all’oscuro di quello che ci stava aspettando.
Come tutte le mattine abbiamo fatto colazione e siamo andati a seguire le tre lezioni della giornata:
Rural India and Rural Marketing
Social Change in Present Day India
Religion, Caste and Culture in India
Tre lezioni davvero interessanti, specialmente l’ultima che ci ha fatto immergere nelle radici culturali indiane.
Ma la parte più stimolante della giornata è cominciata subito dopo pranzo.
Dopo un rapido spuntino ci siamo catapultati sullo “splendido pullman indiano” che ci aspettava per andare alla “Shantihavan Residential School of George Foundation”.
Abbiamo attraversato villaggi, slum, rigogliose campagne indiane ma soprattutto siamo stati shakerati dai milioni di buche che impietosamente ci aspettavano lungo il tragitto!! Appena arrivati alla scuola, siamo stati accolti da una folla di bambini che ci salutavano sorridenti e incuriositi, nei loro abiti della festa.
Questo centro è stato concepito per fornire un’educazione ai bambini più poveri ma dotati, tuttavia ai nostri occhi sembra molto di più: campi da calcio, da basket, piste da pattinaggio, mensa di qualità, dormitori puliti e ordinati … cose che in India è difficile immaginare, in particolare nelle campagne! Qui regna un amore speciale, anche grazie ai volontari che da tutto il mondo arrivano per occuparsi di questi bambini.
Toccante è stata la performance musicale dei piccoli ospiti, che hanno cantato e suonato al piano brani da loro composti: le più sensibili tra noi si sono commosse!
Dopo aver visitato tutta la struttura, ci hanno offerto una super merenda e abbiamo potuto chiacchierare con i giovanissimi volontari americani, spagnoli, francesi e tedeschi!
Purtroppo siamo dovuti ripartire e anche molto di fretta! Allo XIME ci aspettava il tanto temuto Cultural Show!..tra di noi si è sparso il panico, disperati per l’imprevedibile ritardo che non ci avrebbe permesso di sistemare gli ultimi dettagli. Freneticamente abbiamo cominciato a ripassare i testi delle nostre canzoni sul pullman: le stonature si sentivano eccome, ma eravamo troppi carichi - e irresponsabili - perché questo potesse incidere sulla nostra autostima!
Finalmente siamo entrati in auditorium: gli studenti indiani erano in pieno fermento e aspettavano solo il nostro arrivo per … dare il via alle danze, nel vero senso della parola. Siamo rimasti allibiti per la loro bravura e in pochi minuti la nostra baldanza è svanita. Da leoni ci siamo sentiti dei conigli: erano fantastici!
Balli tipici indiani e bollywoodiani, presentati con magnifici abiti tradizionali! …mmmmmm…..
E poi è arrivato il nostro turno! Nella speranza di difendere i colori italiani - che peraltro avevamo addosso, sotto forma di magliette bianche, rosse e verdi - siamo saliti timorosi sul palcoscenico. Ma sono bastati pochi secondi e ci siamo ambientati. Et voilà!! L’inno nazionale in apertura, seguito da una presentazione sull’Italia, da un canto natalizio in tedesco (in onore della nostra bellissima minoranza altoatesina) e l’intramontabile ’Azzurro’ di Celentano ci hanno permesso di cavarcela con onore. Ma il clou della serata sono state le nostre ragazze che, nel giro di due giorni, hanno imparato un balletto in perfetto stile bollywoodiano. Strepitose!!! Il pubblico indiano era in delirio e noi ci siamo sentiti tutti orgogliosi delle nostre amiche, come se fosse merito nostro …
 Per una sera abbiamo trasformato lo Xime in un’enorme festa!!  Siamo tornati nelle camere soddisfatti e sorridenti.


Today is an important day! we are going to celebrate the well know culture show. Everyone is nervous
 and we try to use free  moment to try the songs and dance moves.
The day starts with 3 intense lessons followed by a visit at “Shantihavan Residential School of George Foundation”. We are very impressed, especially when we see the volunteers work and give a lot for this children.
Back at XIME we see an amazing show offered by our Indian friends: ancient and modern songs, fantastic dance performances and wonderful traditional costumes.  We also took part of the show trying to do our best: the national anthem, an Italian song (Azzurro), a German Christmas song and last not least our brave girls even performed a real Bollywood-style dance that they learned in just two days.
Serena e Francesco

mercoledì 27 luglio 2011

GIORNO 11

Ciao a tutti, oggi giornata davvero incasinata!!!!!  Ma iniziamo con ordine: saremmo dovuti partire alle 9.00 , ma alle 9:15  stavamo ancora aspettanodo  alcuni ragazzi, di cui non facciamo i nomi per la privacy (ma le cui inziali  sono E., F., M., R. e V.)
Quando  i ritardatari  sono a soli 100 mt di distanza dal pullman, qualcuno decide di partire..... picccolo scherzetto :-)  Per serieta’ di questo blog, omettiamo  la reazione dei chiamati in causa :-D
Finalmente tutti a bordo, si parte per il centro aereospaziale di Bangalore. Per il solito concetto di ottimizzazione dei tempi, approfittiamo del tragitto  per schiacciare un pisolino (Vincenzo: Manu, ma secondo te possiamo scrivere sul blog che andiamo a letto sempre dopo le 2?! Manuela: Vince’, tu parla per te!! Vincenzo: hai ragione, tu a volte non dormi proprio! :-P Manu: hahaha! Comunque...tranquillo ci pensa la censura!) (Censura: e invece questa volta non cancello niente! Peggio per voi).

Anyway, arrivati al  museo, come  succede spesso, incontriamo un mare di bambini tra i 6 e 10 anni, tutti in gita accompagnati dalle loro maestre.  A qualcuno sorge il dubbio che si possa trattare di un errore dell’autista. Quando poi ci chiedono 10 rupie per poter portare la fotocamera all’interno del museo, questa incertezza svanisce.
Veniamo accolti da un giardino curatissimo pieno di fiori. Da autodidatti (guida scarsissima, che subito sparisce nel nulla) scopriamo la storia della HAL (Hindustan  Aeronautics Limited), visitando delle sale piene di foto che ripercorrono la storia della HAL  dagli esordi  negli anni ‘40 ad oggi, divertendoci a riconoscere personaggi famosi (Queen Elizabeth, il Maharaja di Mysore, Gandhi, Tito, Ceausescu ed un  giovanissimo Principe Carlo, proprio lui! Segni distintivi: naso , orecchie e capelli, il profilo non mente.....!) che hanno visitato la famosa industria aeronautica.
Dopo un po’ una nuova guida raccoglie i 22 dispersi  e li porta a vedere un filmato su prodotti, vision, mission e obiettivi di crescita dell’azienda in una stanza dalle luci abassate (rischio di narcolessia per alcuni di noi). Insieme a noi a seguire questa parte della visita c’e’ un padre con il suo bambino, il quale sembra molto piu’interessato di noi tutti messi insieme (che tristezza!). 
Il giro prosegue: spiegazioni sul funzionamento dei motori, la differenza  tra il funzionamento di un elicottero ed un jet, l’importanza del sedile d’espulsione..... va be’....saliamo sul tetto del museo per visitare la (ex)torre di controllo. Anche qui: aspettative > risultati :-(
(Vincenzo: Manu, ma continuiamo con questa storia o andiamo avanti?! Temo la narcolessia dei lettori  del blog:-P  Manuela: Vince’ ma la storia della decina dei  ragazzi indiani fissati con le foto insieme alle bionde la dobbiamo raccontare?!  Vincenzo: Manu, non so, sai che c’e’ la censura, certi dettagli piccanti li eviterei :-P  Manuela: ok dai, allora lasciamo perdere...) (Censura curiosa: quali dettagli piccanti????)
Per pranzo torniamo per la seconda volta al nostro ristorante indiano preferito (nostro?! O dello Xime?!)  Per i lettori interessati al menu di oggi: vedere il blog di ieri, ma anche quello dell’altroieri, o di qualsiasi altro giorno. Dopo il sonnelino di rito sul pullman (concetto ormai chiaro a tutti i lettori)  torniamo allo Xime, dove i casini hanno inizio. Ci dividiamo subito in gruppi di lavoro (presentazione, balletto, canto) perche’ il cultural show incalza  e.... la strizza aumenta.  Dopo un’oretta di lavoro movimentata, come se non bastasse, prima Paola e poi Angela non trovano piu le chiavi delle loro stanze (problema risolto solo cinque minuti fa ore 23:30, dopo un pomeriggio passato ad imprecare davanti al le porte. A nulla sono servite preghiere a Ganesh  e formule magiche tipo ‘Apriti sesamo’). Cosa sia successo esattamente ancora non e’ chiaro agli inquirenti, ma le testimonianze sembrano avvallare questa ipotesi: G.(per la privacy), munita non solo delle sue, ma anche delle chiavi di P. e N.  a)  primo mistero: perche’aveva due mazzi di chiavi non avendo due stanze?! Uscendo dalla sua stanza e’ stata in grado di chiudere la porta con le chiavi di P., lasciando le sue all’interno  b) secondo mistero: ma e’stata allieva di Lupin?! Infine  c) terzo mistero: come ha fatto G. a perdere le chiavi di P.?  A questo punto vengono coinvolti tutti: un via vai di gente, imprecazioni, volano accuse, si sciolgono amicizie, si formano alleanze,.. ecc.
Ora, in una giornata normale questo basterebbe, ma ad un certo punto tutte le SIM indiane, tranne quella del GiocaTutor Stefano (forse perche’ lui parla HINDI ) impazziscono, ossia vengono bloccate per motivi di sicurezza nazonale o  lotta antiterrorismo (ma terroristi chi?!).  Siamo nel caos piu’ totale, con gente che sale, che va, che viene, che  canta,  che balla, che urla. Lla bussola e’ smarrita!
Per fortuna tutto ritorna improvvisamente alla normalita’, non appena appare sulla soglia il fattorino che porta 13 pizze ordinate – non stiamo scherzando – per telefono.  EVVIVA !!  finalmente cibo commestibile con un vago, molto vago, sapore di patria!!
Nella speranza di recuperare le forze con una notte tranquilla dopo una giornata cosi’movimentata,  chiediamo a voi lettori di  farci un grande “in bocca al lupo” per il cultural show di domani,  vi salutiamo augurando la buona notte a tutti.

HI guys, our only appointment for today was the visit at  HAL (Hindustan Aeronautics Limited) Museum, together with hundreds of children.  Coming with no basic knowledge, we left without any substantial improvement.  We could have skipped this visit and our future career would not have suffered.
For lunch, we drunk more than what we ate, as the beverage bill testifies.
Silence, please….. everybody is sleeping on our way back to XIME. We need to recover our forces in order to be ready for our rehearsal  for the cultural show (keeping up with Indian students is a though job).
Girls dancing, boys singing, N. ironing,  A & G looking for their keys (and driving everybody else crazy) and  our HindiTutor calling for some pizzas: can you figure out what a mess our evening was?
But at the end, after some pizzas and Coke ( how we miss beer!!!)  we calmed down just on time to afford our daily duty of writing  this blog for you guys that are following our adventures from far away.
Good night, tomorrow will be THE DAY.

Manuela e Vincenzo

martedì 26 luglio 2011

GIORNO 10

Oggi è stata una giornata all’insegna della ‘giurisprudenza’.
Un piccolo gruppo di noi, accompagnato dalla nostra tutor (detta Narratutor!), si è recato all’High Court of Karnataka, la provincia di cui Bangalore è capoluogo. Vi postiamo il link relativo, perché vale davvero la pena rendersi conto di quanto la Corte possa considerarsi avanzata e al contempo interessante sotto molteplici aspetti, sia organizzativi che giuridici:  http://karnatakajudiciary.kar.nic.in/
Ad ogni modo, dopo un lungo viaggio a bordo del nostro mezzo preferito (il mitico rickshaw!), abbiamo raggiunto la nostra meta.
All’entrata siamo stati fermati dalle guardie forse a causa della nostra bianchezza caucasica, mentre entravano tutti gli indiani senza alcun tipo di controllo (siamo forse vittime di razzismo???).
Un avvocato ci ha scortato quindi in un’aula dove si stava tenendo un’udienza presieduta da due giudici, di cui uno di origine Sikh dall’aria autorevole e solenne.
Dietro di loro campeggiava la scritta “LUNGA VITA ALLA VERITA’”, al di sopra della quale si trova il simbolo dell’India, ovvero tre leoni che vengono sorretti dal chakra.
La nostra attenzione è caduta sul lato dell’aula dove si trovano centinaia di libri contenenti le precedenti sentenze (Case Law Books) su cui si basa il sistema di Common Law indiano.
Abbiamo assistito ad un’udienza degna delle migliori puntate di Forum, dove un uomo che occupava abusivamente da 50 anni un terreno di proprietà statale si è sentito legittimato a venderlo e la questione verteva sui diritti degli acquirenti. Uno degli aspetti più interessanti è stata la dettatura in diretta della sentenza da parte del giudice, che rappresenta un elemento differente rispetto al sistema italiano.
Da sottolineare il fatto che ogni 10 minuti c’era un blackout e il giudice interrompeva l’emanazione della sentenza finché non tornava la luce.
Quindi, dopo aver fatto un giro del tribunale e dopo aver acquistato un paio di libri sulla giurisprudenza indiana, abbiamo notato di essere a due passi da UB City, un centro commerciale lussuoso per gli indiani muniti di  cash: non si poteva non andare.
Mega grattacieli e fontane zampillanti ci hanno fatto capire che Bangalore non è solo mucche per strada e rickshaw impazziti. Ci siamo sentiti quasi in dovere di mangiare in un ottimo ristorante cinese per potere poi descrivere le prelibatezze culinarie mandarine agli altri sfortunati ragazzi, costretti a restare in aula ad assistere a 3 lezioni interessantissime (???).
Tornati allo Xime abbiamo notato l’invidia sui volti degli altri derelitti colleghi ma, citando Dante, “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
Alle 18 è arrivato il momento dell’incontro con i ragazzi indiani e in uno dei 3 gruppi è successo qualcosa di impensabile: Vincenzo Tarantini (il quale stasera offrirà da bere a tutti per motivi a lui noti) ha tenuto testa da solo ad un gruppo di 10 indiani, improvvisando una conferenza colta su argomenti forse neanche a lui ben chiari.
Al contempo, le nostre ragazze si sono cimentate nella preparazione di un tipico ballo indiano (in puro stile Bollywood) e si esibiranno venerdì sera al già noto “Cultural Show”.
La giornata si è poi conclusa con una allegra e rumorosa cena interculturale insieme agli studenti indiani.
Riccardo e Chiara

While some of us were wandering downtown in the impressive corridors of the Kanataka High Court – the question is: why haven’t they been convicted?  – we diligently attended three interesting lessons at XIME. The unexpected absence of the last professor gave us some free time before the appointment with Indian students. One girl decided to iron a friend’s shirts, two others decided to have a walk to a near  neighborhood to buy some fruit.  In a small supermarket, they discovered  amazing mini-packages - never seen before - of toothpaste, soap, shampoo, … and could not refrain from taking a picture.
The pleasant walk gave the opportunity to see children back from school, market stalls and hawkers, tailors and masons: the real life of a small community.
A nice surprise was waiting for us at XIME: after the focus group with Indian students, the Dean gave the permission to have dinner all together in the main college canteen. We were happy to share this moment with our Indian friends, that looked as excited as us, a fantastic kaleidoscope of faces and languages:  English, Italian, Hindi, Kannada.
We ended up with cheerful greetings and Italian salutations.
Ciao, Namasté

lunedì 25 luglio 2011

giorno 9


Stamattina lezioni, poi call center, tutto bene…
Entrando nel dettaglio, si può dire che la fatica si fa sentire dopo il week-end fuoriporta. E la sveglia alla tarda ora delle 8 è ben accetta, come è beneaccetta la visione della nostra stupenda componente femminile del gruppo che ha deciso di indossare gli abiti tradizionali indiani.
Per quanto riguarda noi uomini, invece, abbiamo indossato classicamente giacca e cravatta e camicia e pantaloni.
Tutti insieme abbiamo seguito un numero considerevole di lezioni: ben 3, che però erano corpose come 5, intervallate da pause caffè in numero di 1. Il settore ricettivo, il ruolo del governo nella crescita in India e i diritti umani non hanno più segreti per noi grazie ai competenti professori invitati a tenere lezioni qui allo Xime.  Ci è sempre più evidente la complessità delle ragioni che hanno portato l’India a raggiungere il secondo tasso di crescita al mondo, nonché il percorso di sviluppo che questo paese intraprenderà negli anni futuri.
È una grande soddisfazione vedere che le conoscenze acquisite durante i nostri percorsi universitari ci forniscono gli strumenti per comprendere le dinamiche economiche e sociali del processo di cambiamento dell’India.
Alle ore 13.00 la fame morde e noi mordiamo a nostra volta cibi indiani alla sala mensa, e dopo non esserci cambiati d’abito saliamo sul pullman alla volta dell’HInduja Global Solutions, società che sviluppa servizi di outsourcing. Commenti a caldo: sede bella, relatore competente e disponibile, biscotti buoni, studenti molto interessati.
Del resto, la tendenza all’outsourcing è cresciuta sempre di più negli ultimi anni e diviene sempre più difficile definire i confini di una società che opera a livello globale. I call center non hanno avuto vita facile a causa della compresenza di uomini e donne negli stessi ambienti di lavoro;  oggi la situazione sembra migliorata e la percentuale di donne all’interno di questa società raggiunge ormai il 30 %.
Verso le 5.30 torniamo alla base e ritiriamo biancheria e vestiti stirati a ferro a carbone sotto il monsone battente: eroici.
Cena uguale al pranzo, uguale agli altri pranzi, uguale alle altre cene. Poi nanna.



“Today class, then visit at the call center, all right overall…”
Entering in the details, we can say we have felt the effects of the busy week-end. The alarm heard at 8 am is welcome by us.This morning the girls decide to give us a wonderful sight of the indian traditional dressing, that was the Shalwar Kameez.Whereas the guys kept wearing the tradition formal “penguins” dress, as we call it.All together we attended 3 classes that felt like 5… Government role in Indian growth, hospitality sector and human rights were our duties to understand. We are now more and more entering in the general understanding of the Indian factors of growth. You better beware of us!!! Just kidding!!!We are glad to finally experience properly all the notions acquired in school whatever the background of each of us was . After lunch we left the XIME to the Hinduja Global Services which does outsourcing services. Around 5.30 we came back to the school and we picked the clothes up from the chai place.  
The dinner was slightly the same as the lunch, over and over again J but we like it now!! And then good night.

EMANUELE & MICHELE

domenica 24 luglio 2011

giorno 8

24 lug. 11

La seconda domenica della Summer School è stata una giornata all’insegna della cultura. Dopo un’abbondante colazione all’europea nell'albergo di Mysore, tutti sul pulmino in direzione Belur.
Tragitto molto interessante, che ci ha permesso di vedere la parte meno turistica e urbanizzata del Karnataka: villaggi rurali, mercatini e lussureggiante vegetazione hanno fatto da sfondo ad un viaggio travagliato dalle infinite buche e dai doloranti dossi delle fantasmagoriche strade del distretto di Hassan.


Arrivati a Belur siamo andati al tempio della città, uno dei 3 templi Hoysala della zona insieme a quello di Halebid e di Somnathpur. Questo è l’unico che continua ad essere utilizzato: la puja (preghiera) si celebra ogni giorno alle 9, alle 15 e alle 19.30.
Poco prima di andare a pranzo, ci siamo recati al secondo tempio, quello di Halebid (in Kannada significa città morta). Questo è sicuramente uno dei luoghi più affascinanti visitati finora: le pareti esterne sono coperte di sculture raffiguranti divinità hindu. Ogni scultura è legata ad una storia della ricchissima tradizione hindu; tra le sculture erano raffigurate diverse scene erotiche che hanno suscitato la nostra ilarità. Abbiamo notato che a molte di queste statuette mancava la testa, probabilmente rimossa per essere rivenduta.


Dopo un lauto pranzo indiano offerto dallo Xime, la tutor Anna ci ha procurato la frutta: il mitico Jackfruit che la maggior parte di noi ha ormai iniziato ad apprezzare. Un improvviso acqazzone ci ha sorpresi mentre tornavamo al pullman e poco dopo e' apparso un bellissimo arcobaleno. Abbiamo raggiunto Sravanabelagola, interessante cittadina famosa per la sua statua alta 17.5 metri di Gomateshvara, una delle divinità più importanti del pantheon giainista.
Purtroppo, causa eccessive pause nel tragitto e inconvenienti sulla strada, siamo arrivati alla lunga scalinata che permette di raggiungere la statua alle ore 18.15, ossia 15 minuti dopo l’orario di chiusura. Neanche il tentativo di corruzione delle nostre affascinanti “bionde” è servito a convincere le inflessibili guardie locali a farci entrare. Ci siamo consolati visitando il comunque notevole tempio giainista. Con qualche rammarico quindi, dopo 2 giorni indimenticabili e interminabili ore di viaggio alle spalle, siamo tornati allo Xime verso le 23.00.
Domani riprendono le lezioni e, come tutti i lunedì dello Xime, è formal day e dovremo indossare camicia e cravatta.



It was quite hard to say goodbye to Mysore. But soon enough we were already travelling through the beautiful Karnataka's landscapes, having no time to think about what we left, driven into the green hilly lands between Mysore and Belur. Except for a five minutes stop in a local market just outside Mysore, we spent about three hours staring out of our windows life in all its shapes: trees, working farmers, cultivations, earth made village houses... Actually a few of us fell asleep, you know, time optimizers ;) Journey was however pleasant despite of damaged asphalt, police block bars and a huge number of speed bumps along our way, forcing our bus to accelerate, brake and slalom.

Unfortunately we were informed of being late. “To be late” is an expression which is becoming more and more familiar expressions to us ...and we are not even guilty for that, poor things!

Back to the first stop: Belur, former capital of the Hoysala Empire. The sight of the Chennakesava temple was amazing even from the outside. Once we removed our shoes, as required here in almost every religious site, we finally managed to take a closer look on the dark stones depicting many holy hindu divinities and legendary tales in sequence. Inside Chennakesava temple, it was also performed a religious rite called “Puja” in which a few of us took part by pouring on their heads some holy water and by marking own forehead with the classic “Tilaka”.

We then moved to Halebid, “the Dead City” sacked by the armies of Malik Kafur in the early 14th century. Hoysaleshawara and Kedareshwara temples were quite similar to what we saw in Belur. Our attention was caught by the fact that nowadays no more rites are celebrted in this complex.

Unfortunately, for other unexpected delays along the way, we were prevented from visiting the statue of Gomateshwara in Sravanabelagola...

Goodnight everybody!


riccardo e marco

sabato 23 luglio 2011

GIORNO 7


Finalmente il weekend tanto atteso! Contro ogni previsione nel giro di tre ore abbiamo macinato circa 150 km; sembra incredibile ma il nostro autobus dell’anteguerra se l’è cavate egregiamente sulle strade dissestate e piene di voragini che portano a Mysore.
La prima tappa della giornata è stata la visita al campus di formazione dell’Infosys, indubbiamente da noi atteso come uno dei momenti più interessanti della Summer School. La visita guidata al campus corredata da un incontro con alcuni ingegneri formatori dei circa 48000 studenti all’anno e la proiezione di una serie di video sulla storia di Infosys ci ha proiettati in una realtà parallela. Prati all’inglese, vegetazione lussureggiante, costruzioni avveniristiche ci proiettano in una realtà che ci aspetteremmo di trovare a Silicon Valley e non in un angolo remoto del Karnataka. Pensare che tutto questo è nato dalla visione lungimirante di un gruppo di ingegneri indiani che negli anni Ottanta iniziarono con soli 250 $ dà l’idea di una realtà dinamica fortemente basata sulle conoscenze e sul capitale umano.


Dopo una breve sosta all’albergo ci siamo diretti verso il Palazzo del Maharaja di Mysore, uno dei più importanti esempi al mondo di architettura “orientalista” costruito nei primi anni del Novecento per sostituire il vecchio Palazzo andato completamente distrutto in seguito all’incendio del 1897. Grande sorpresa… Abbiamo dovuto lasciare le scarpe all’ingresso, resta pur sempre la dimora di un sovrano!!! Siamo anche riusciti a vedere un piccolo tempio dedicato alla Dea Durga, la dea che sconfigge il male impersonificato dal demone Bufalo.
Come nella migliore delle tradizioni romantiche siamo andati sulla collina Chamumda ad ammirare il tramonto e le splendide luci di Mysore. Peccato non essere riusciti a visitare il tempio di Chamunda Devi a causa della lunga coda, ci siamo così consolati con la visita di un piccolo tempietto dedicato a Shiva in cui abbiamo assistito ad una suggestiva puja “personale” (gli unici presenti oltre ai Bramani eravamo noi!).
Sulla strada verso casa con l’incombere delle tenebre abbiamo fugacemente visto la statua di Nandi, veicolo di Shiva, imponente monolite tra i più grandi del mondo.


Giornata intensa quella di oggi, preludio delle avventure che vivremo domani nelle aree rurali del Karnataka.  

venerdì 22 luglio 2011

GIORNO 6

La giornata é iniziata con il piacevole ricordo della serata trascorsa in una discoteca della Bangalore bene, al quinto piano di un grattacielo con una terrazza con una vista straordinaria. Ci siamo scatenati al ritmo di canzoni bollywoodiane e non solo. E anche ieri sera sera la discoteca ha chiuso a un orario insolito per noi, infatti alle 23.30 era già iniziata la nostra solita avventura del rientro sui tuk tuk. 
Potremmo definire la giornata di oggi "l'altra India", fatta di lusso sfrenato, alberghi a 5 stelle e più, pranzi e banchetti tanto abbondanti quanto in contrasto con la realtà che ci circonda. Abbiamo visitato due brand made in Italy: Italcementi e Lavazza. Per Italcementi ci hanno accolto, in un lussuoso hotel, i responsabili  marketing, finance and human resources. Ci hanno illustrato l'evoluzione della presenza di Italcementi in India, le strategie e soprattutto l'aspetto del marketing, tant'è che solo in India si pubblicizza il cemento anche in tv (http://www.youtube.com/watch?v=c6iq4pqpK8w). Italcementi anche qui in India è un colosso: infatti detiene una quota di mercato pari al 40% e la sua produzione qui è pari a 6 volte quella in Italia. Dopo una presentazione molto interessante e esaustiva, ci è stato offerto un piccolo brunch, molto apprezzato da noi studenti, che ammiravamo le bruschette come se non vedessimo pane e pomodoro da mesi! Non contenti di questa mangiata, la nostra giornata è proseguita con meta il punto vendita di Barista- Lavazza nel migliore hotel di Bangalore. Un hotel da 1000 e 1 notte, all'insegna dello sfarzo: qui hanno soggiornato i più importanti personaggi della politica mondiale. 
Ad accoglierci, il CEO di Lavazza venuto apposta per noi da Delhi in giornata. Una personalità  frizzante e molto disponibile nei nostri confronti, che ha risposto volentieri a tutte le nostre domande. Particolarmente entusiasti noi studenti di marketing, poiché si sono affrontate tematiche inerenti al nostro corso di laurea. 
Al termine di questo breefing molto informale, ci hanno offerto un fantastico pranzo di tre portate: inutile dire la gioia di tutti noi.  Insomma, una giornata all'insegna delle calorie! Dopo pasta, sandwich, brownies, gelato e un livello di insulina alle stelle, abbiamo concluso in bellezza con un fantastico e appagante caffè espresso! 


Ma la nostra giornata non finisce qui: benché assonnati dal troppo cibo, ci siamo diretti in Commercial Street. È un quartiere con una infinità di negozi, di cui la maggior parte vende prodotti caratteristici. Una quantità di vicoli pieni di colori,dove tradizione e religione si mescolano, regalandoci un pomeriggio di shopping sfrenato. Qui infatti molti di noi si sono comprati i tipici vestiti indiani, che indosseremo al prossimo formal day di lunedì! Altri hanno assistito alla preghiera e benedizione della Dea Kalì, con una serie di rituali, dal togliersi le scarpe al Tika, il pallino di pigmento rosso che si dipingono sulla fronte.
Che dire dopo una giornata così piena? Non contenti, ci siamo concessi una sosta all'Hard Rock Cafè di Bangalore.
Come 20 cenerentole, però, siamo rientrati allo scoccare della mezzanotte, perché domani mattina ci aspetta una levataccia.
Buona notte a tutti e a domani, affezionatissimi e curiosi lettori del nostro blog!

Hi guys! 
here we are again. Today it has been a very busy day. We went to a meeting with the head of the departments of marketing, financial and human resources of Italcementi. It has been very interesting to see how an italian brand is so developed here in India. 
Than we went to a briefing with the CEO of Barista- Lavazza that came just for us from Delhi. Thanks to him we had a real lunch and a good Espresso that everybody really appreciated. After one full week we had a free afternoon when everybody enjoyed doing shopping and going around in Commercial Street, full of tipical Indian shops. During the night we went to Hard Rock Cafè where we danced and sang all night ( till 23 o'clock)!!!




Tomorrow we are going to leave for Mysore, so we have to go to sleep as we have to wake up very early! see you! Good night! :)

Chiara e Lidia

giovedì 21 luglio 2011

GIORNO 5

Nemmeno la colazione stamattina era pronta per noi… l’alzabandiera ci è toccato troppo presto!
Sommando ritardi nostri e non, alle 9 abbiamo raggiunto l’istituto Bosco (da “Don Bosco” o da “Bangalore Oniyavara Seva Coota”  - organizzazione servizi a bambini di strada- ?? ) che si occupa del recupero, della cura e dell’educazione di bambini in condizioni disagiate.
 In un ambiente dall’aspetto occidentale, dopo un’incidentale presentazione (maledetti black out indiani!) siamo stati accolti da un vivace gruppo di bambini che inevitabilmente ci hanno coinvolto in tutti i sensi: giochi, disegni, abbracci… e macchine fotografiche momentaneamente sequestrate! Spinti dai loro sorrisi e dalla loro curiosità, anche gli animi più restii si sono sciolti in un ballo… impossibile restare immobili sulle note di waka waka!!
Arricchiti da questo incontro, abbiamo lasciato l’istituto per essere di nuovo accerchiati lungo la strada da un gruppo di ragazzini appena usciti da scuola; come sono bellini nelle loro divise!
Con tutte queste emozioni, lo stomaco si è sentito trascurato, così lo abbiamo accontentato con un buon Thali (ma i pareri sono discordanti).
Con la pancia piena (la vescica vuota ndr) e il portiere che, con i suoi baffoni, ci apre la porta, ripartiamo: destinazione Metro cash and carry.
Guidati dall’onnisciente Mr. Rao, per un momento ci siamo sentiti a casa: pasta Barilla in pacchi da 5 kg, croissant Bauli a 14 rupie, Alpenliebe alla banana e ananas infilate in un hamburger (ma solo sulla confezione!). non desideravamo altro che possedere la Metro card: il potere che ci avrebbe garantito del cibo, ma a placare le nostre manie cleptomani è bastato pensare alla perquisizione che ci attendeva all’uscita – ovviamente uomini e donne separate-.
Ora vi salutiamo, non abbiamo altro tempo da dedicarvi..la movida notturna di Bangalore ci aspetta!!

Hi guys!!No lessons today, but the alarm rang early because we had to leave at 8.00.                                     We reached the street children’s home “Bosco Mane” at Chamrajpet, and we spent the morning playing, dancing and drawing with the children. It was a wonderful and touching experience because we had the opportunity to discover an unknown aspect of India. After eating a “good” thali at Sana-di-gé restaurant, we visited the Metro Cash and Carry Store where we saw how GDO operates in India. 
Now we have to go, Bangalore night life is waiting for us…why don’t you come along with us?        
Stay tuned.
Ilaria and Laura

mercoledì 20 luglio 2011


GIORNO 4

…..dopo la scorsa notte passata quasi totalmente in bianco a causa di una street fight tra cani/sciacalli proprio sotto il balcone del dormitorio delle ragazze, possiamo dire d’aver recuperato il prezioso sonno perduto e aver attentamente seguito le lezioni! La colazione è sempre un sollievo soprattutto se si trovano a sorpresa biscotti, pane, burro e marmellata… cose semplici, ma che in questi momenti danno buon umore! Stamattina assonnati ci siamo diretti verso la nostra aula e con grande sorpresa ci siamo accorti che durante la notte qualcosa di misterioso è accaduto alle nostre cartelline. Nessuna era al proprio posto! Un attento lavoro di analisi della scrittura ci ha permesso di ritornare all’ordine cosmico delle cartellette. La prima lezione si è basata sul settore non organizzato del mercato del lavoro in India, che a grandi linee coincide con il mercato nero italiano. Il professor A. Dasgupta ha da subito catturato l’attenzione di tutti, soprattutto dei ragazzi dal momento che ha aperto il discorso con una foto di Miss Mondo 1994, Aishwarya Rai icona indiana di Bollywood. La mattinata è proseguita con la consueta usanza indiana del chai, bevanda a base di tè aromatizzato, latte e zucchero. Dopo questo break abbiamo avuto il piacere di assistere alla lezione tenuta dal professor R. Desai sul tema dell’imprenditorialità in India. La lezione ha avuto un approccio dinamico e interattivo: attraverso fotografie e filmati della vita quotidiana ci ha permesso di capire immediatamente cosa sia la Jugaad, ovvero la capacità della popolazione indiana di adattarsi a tutte le situazioni critiche. Lo spirito di imprenditorialità è strettamente collegato all’arte di arrangiarsi …
Il pranzo di oggi è stato molto rapido perché nel pomeriggio ci siamo diretti subito verso un’impresa internazionale, la L&T Komatsu, azienda produttrice di scavatrici idrauliche.  Al nostro arrivo ci è stato subito offerto l’immancabile chai e siamo stati accolti da due preparatissimi ingegneri disponibili a rispondere a ogni nostra curiosità.  Durante il viaggio di ritorno una mattanza ha colpito la maggior parte dei passeggeri: il pullman sembrava un dormitorio!
Arrivati allo Xime con gli occhi chiusi, è partita una spedizione alla ricerca di una lavanderia professionale.. E’ stato sorprendente scoprire che qui si utilizza ancora il ferro a carbone per stirare gli abiti! Ma useranno anche la cenere per il bucato?! Con questa azione abbiamo incentivato l’economia della “piccola comunità” adiacente al campus, vista l‘ingente quantità di abiti…


fourth day in Bengaluru
This morning we attended two very interesting lectures: Unorganized sector in Indian labour market done by professor A. Dasgupta, and Entrepreneurship in India with professor R. Desai. Both lectures have been very appreciated by all of us, because they were  the main topical themes of Indian economy. In the afternoon we visited  L&T Komatsu, a global corporation that manufactures and sells constructions and mining equipment, utilities, forest machines and industrial machinery.

Any request? Please contact: Doc. Ms Metelli Paola Giuseppina and Doc. Ms Piscitelli Noemi.

martedì 19 luglio 2011





GIORNO 3
E anche il terzo giorno è passato.. L’inizio della giornata è stato un po’ doloroso, i nostri occhi non ancora abituati al fuso orario non si volevano aprire, ma grazie al tè (chai) e al caffè servito durante il coffee break ci siamo ripresi per seguire tre lezioni intense.
 Abbiamo iniziato con la lezione “Indian Constitution” del Prof. T.V.Subba Rao che ci ha permesso di fare un excursus storico sullo sviluppo della costituzione indiana e i suoi principi fondamentali. È stato interessante perchè  l’abbiamo potuto comparare con il diritto italiano.
La seconda lezione sul tema “Indian Public  Sector” tenuta dal Prof. S. D. Tyagaraj ci ha particolarmente coinvolto; infatti abbiamo potuto constatare l’importanza del settore pubblico in India. Ovviamente ciò ha suscitato al contempo stupore, perché in controtendenza rispetto al sistema italiano, dove ormai la privatizzazione riveste un ruolo fondamentale. Inoltre è stato  interessante  scoprire che il settore pubblico è utilizzato come strategia per gestire la grandezza del paese, poiché consente di rivalorizzare quelle zone non industrializzate in cui il tasso di povertà è molto alto.
La terza e ultima lezione  è stata tenuta dal Prof. Selva Kumar sull’argomento della ”Microfinance”: il relatore  ha esposto diversi modelli micro credito, che nascono dall’esigenza di organizzare  gli aspetti legati alla finanza all’interno di dei paesi in via di sviluppo.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo indiano molto veloce, siamo partiti per andare a visitare una delle tre aziende indiane della “Bosch” .
Con grande stupore  il tragitto è stato veloce, dato che solitamente il traffico indiano non ci consente mai arrivare puntuali alle nostre destinazioni.  Poi, una volta arrivati e pronti a scattare mille foto subito ci hanno impedito di portare all’interno dello stabilimento la macchinetta:  che delusioneL !!
All’interno dell’azienda, ci hanno dato l’opportunità di visitare tre capannoni spiegandoci le funzioni dei diversi macchinari. Ciò che ha maggiormente catturato la nostra attenzione è stato il loro modello organizzativo. Infatti  appesi sui muri c’erano ovunque tabelloni e fogli con scritto gli obiettivi aziendali da raggiungere, specificando mission e vision, le responsabilità aziendali e l’attenzione verso il cliente.È evidente quindi l’intento dell’impresa di coinvolgere ed incitare il proprio personale per raggiungere i propri scopi.
Finita la visita ci siamo fermati in un tipico centro commerciale indiano, è stato come un ritorno in occidente tra costumi e odori analoghi ai nostri. Ci siamo subito rigenerati mangiando una torta al cioccolato e un burger da McDonald’s. Tuttavia non potevamo fare a meno di indossare i tipici costumi indiani e farci le foto!
Purtoppo la giornata si è conclusa rapidamente e naturalmente per il ritorno ci siamo avventurati nel traffico di Bangalore con i rickshaw!!!!!!

Hey guys!!!
Also our third day comes to an end... Getting up in the morning is still hard for some of us because of the time shift. But after some coffee or tea we started the day with three very interesting and intense lectures about the Indian constitution, the public sector and Indian microfinance.
Finally we also had our first visit of a company next to the XIME university: we had the possibility to visit one of the three Bosch factories in India and got an insight in the production, packaging process and organization of the whole company. Even some of it’s marketing and management strategies such as the mission and vision (“Our aim is to sustain profitable growth and market leadership through innovation and continuous improvement”),  customer satisfaction and health&secrurity management were visible for everyone. There were even some free time to do some shopping in a mall: for two hours finally back in an european atmosphere and non spicy food ;-) Only crossing the streets in India is always quite an adventure since there are no traffic lights but our strategy is going when the natives go! Back to the university we couldn’t wait for the dinner in order to go to bed. Another exciting day is already waiting for us J

Michaela e Serena

lunedì 18 luglio 2011

GIORNO 2










Secondo giorno di Summer School allo XIME e primo giorno di… scuola, non solo per noi, ma anche per gli studenti indiani. Infatti, proprio oggi lo XIME ha inaugurato l’anno accademico con una Messa a cui sono stati invitati tutti gli studenti indiani indipendentemente dalla loro fede religiosa. Al termine, colazione pantagruelica in cortile con pollo, caffè indiano, l’immancabile chai e una leggerissima torta al cioccolato.

Ci siamo ritrovati poi nell’aula BIOCON, che ospiterà tutte le lezioni del corso, per la presentazione del CROSS CULTURAL MANAGEMENT PROGRAMME. Dopo i discorsi di rito, abbiamo assistito alla prima interessante lezione: “OVERVIEW OF THE INDIAN ECONOMIC SCENE” tenuta dal Prof. Ravindranathan.

Pausa pranzo: ottimo cibo indiano…very spicy!! ma incominciamo ad abituarci e, contrariamente ai nostri timori, sicuramente non stiamo patendo la fame.

Dalle 14:00 sino alle 16:30 abbiamo seguito altre due lezioni:

- “INDIAN IT AND ITES SECTOR” , Prof.Mohan;

- “INDIAN BANKING AND FINANCE SECTOR”, Prof. Kuriakose;

Finalmente, dopo le lezioni abbiamo fatto una breve pausa e ne abbiamo approfittato per procurarci delle pratiche e poco costose sim indiane. Adesso siamo tutti connessi… e finalmente ad un costo abbordabile.

Rientrati allo XIME, avevamo ancora un appuntamento, che aspettavamo con interesse e curiosità: un incontro con studenti e studentesse indiani con i quali ci siamo confrontati su diversi temi, suddividendoci in 5 gruppi di discussione:

-POLITICS

-FAMILY AND MARRIAGE

-RELIGION AND TRADITION

-EDUCATION AND JOB

-MUSIC, ARTS, CINEMA AND CULTURE

Le discussioni sono durate fino al tramonto e, chiaramente, si è parlato anche di altro: siamo sicuri che nuovi amici si aggiungeranno su Facebook e sul nostro Blog!!



Second day in Bangalore



Hi guys,

this second day at XIME had an unexpected beginning: we received a special invitation to the OPENING OF THE ACADEMIC YEAR. It was a privilege for us to be there with Indian professors and students and share with them this important event. After the Holy Mass and a breakfast all together in the garden, we took a picture with XIME professors. We were all so elegant that our Italian friends would not recognize us! This is the dress code for formal Mondays. But Indian girls were amazing, so elegant in their traditional sahari.

After interesting lectures, we had the great opportunity to talk with Indian students about different topics and establish a friendly relationship.

After dinner another surprise : Stefano bought a cake from a local bakery to celebrate Ilaria’s birthday!!!

domenica 17 luglio 2011

giorno 1



Ciao a tutti!
Da veterane della summer school abbiamo avuto l’onore di inaugurare il blog della Summer School India 2011.
 Da che parte iniziare? Dopo quasi due giorni di viaggio finalmente ci siamo immerse nella realtà locale. È stata una giornata davvero piena di emozioni, di colori, sapori, odori nuovi che hanno reso il nostro primo giorno movimentato ma unico.
Il primo impatto è stata la colazione indiana: già il “piccante” di prima mattina con una bella frittata ai peperoni, accompagnata dal tipico the indiano (chai), la prelibatezza che ci ha fatto compagnia nel corso della giornata.
L’ingresso nella caotica Bangalore è avvenuto gradualmente: prima un giro nel tranquillo orto botanico, dove tra i tanti animali (mucche, capre, cani…) della città, abbiamo avuto il primo incontro ravvicinato con delle scimmie, il sogno di una vita! Qui finalmente ci hanno raggiunto gli ultimi sei partecipanti appena arrivati dall’aeroporto.
Dopo il pranzo in un ristorante alla moda, la giornata ha preso una svolta movimentata: per la prima volta abbiamo sperimentato l’ebbrezza di salire sui Tuk Tuk (Rishò). Una esperienza più unica che rara, in quattro stipati in una scatolina con tre ruote, come sardine abbiamo sfrecciato per la città incuranti di molte norme, tra clacson impazziti, pedoni sfiorati e sorpassi azzardati, siamo arrivati sani e salvi al luogo principale della giornata: il mercato dei fiori! Un posto che è difficile descrivere con le parole: caotico, una esplosione di colori, odori non indifferenti (!!), frutta e verdura di ogni tipo, fiori, oggettistica di ogni genere, pentolame, stoffe e chi più ne ha più ne metta! 
Un luogo che sicuramente ci ha stupito per la sua unicità, uno spaccato della vita quotidiana locale. Una delle cose che più ci ha colpito è la prima interazione con le persone autoctone incuriosite dalla nostra presenza ( infatti eravamo gli unici occidentali) pronte a regalarci un sorriso a ogni occasione. Ci siamo intrattenuti facendo foto e scherzando con un gruppo di bambini della comunità mussulmana sufista.
Per concludere in bellezza, solo pochi coraggiosi hanno avuto l’onore di assaggiare alcuni cibi tra cui una foglia di Betel con dentro qualcosa di non ben identificato!
Dopo un piccolo giro di shopping tra i piccoli bazar abbiamo raggiunto Jose, ex insegnante dello Xime e amico di Stefano (uno dei tutor), che ci ha invitato ad assistere a un festival della gioventù cristiana dalla slogan “rise and shine for a better future”. Sul palco si sono susseguiti gruppi di cantanti e danzatori, uno spettacolo molto folkloristico e coinvolgente.
Ma la serata non è ancora finita: Jose ci ha portato in un locale discopub con musica da classica discoteca milanese per concludere in bellezza questa giornata. Abbiamo avuto la fortuna di vedere indiani cimentarsi in balli sfrenati e karaoke fino a tarda notte: le 11! Il gestore del locale ci ha dedicato persino una canzone per farci sentire a casa: “that’s amore”.
“Everybody had a good time” cit. canzone

Hi everybody!
Today is our first day of the summer school 2011 in Bangalore. It was a great day full of different events and unbelievable experiences. We went to the botanic garden and after lunch we took our first journey on a tuk tuk to the city market. Here we had the opportunity to have a glimpse on Indian’s everyday life. In the evening we went to the youth’s festival with Jose, former XIme’s teacher. After some speeches we watches a sort of a cultural show with Indian traditional songs and dances.
We ended up our night at Opus a modern discopub where there were people singing and dancing.
We had so much fun just on the first day, can’t wait for the nexts.
Good night everybody, see you tomorrow
Chiara e Lidia